DIARIO n.2

L’aria che tira tra internet, tv e social media

C’è qualcosa che la società contemporanea tende a dimenticare: la discrezione.

Pensare che “il consenso informato”, ovvero quelle postille che troviamo scritte nei contratti, o le varie direttive sulla “privacy” (da cui siamo bombardati tra uffici e web), ci tutelino da questo “condominio esteso” (che sia la strada, il luogo di lavoro o un social network), dove il vissuto personale viene urlato in faccia al primo passante, è un’illusione.

Ebbene, in questo rutilante circo barnum, mix di vita reale e digitale, questo concetto diviene via via più caro e significativo. Oramai si è disposti quasi a tutto pur di avere un pubblico, fraintendendo decisamente la differenza e il distacco che c’è tra spettacolo e vita reale.

Lo vediamo in tv, su internet: storie privatissime sbattute in pasto allo sguardo voyeuristico di un popolo di guardoni affamato di “gossip della porta accanto”.

Per chi urla, scrive e pubblica post il pudore poi, di questi tempi, appare un concetto del tutto superato. “Ma non hai un po’ di pudore?”. L’avete più sentito dire? Io no.

Discrezione: una parola da non sottovalutare.

Tratto da

L’ETRURIA

articoli

© Federico Caramadre, 2014

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